Lettera di Madre Reungoat per aiutare i rifugiati

L’appello di Madre Reungoat

“Non possiamo chiudere il cuore davanti all’indicibile sofferenza di famiglie, bambini, donne che stanno cercando uno spazio di accoglienza e una luce di speranza. L’appello del Papa è per tutte noi una chiamata di Dio che ci giunge attraverso la voce e il cuore del nostro primo Superiore (cf Cost. art. 109)”. 

La Superiora generale

 

Carissime Ispettrici e Sorelle dei Consigli ispettoriali d’Europa,

vi raggiungo nella festa della Natività di Maria per una condivisione in seguito all’appello di Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 6 settembre u.s. che certamente ha già trovato eco in tutte noi, nelle Chiese locali dove siamo inserite, nei gruppi della Famiglia Salesiana, nelle persone che condividono la nostra missione educativa.

Stiamo vivendo un momento storico inedito che ci coinvolge profondamente per la situazione di sofferenza di tante persone: bambini, giovani, adulti, famiglie che fuggono dai loro Paesi d’origine a causa di guerre, violenze fisiche e psicologiche e per restare fedeli alla fede in Cristo. Hanno lasciato tutto, nella speranza di trovare in altre terre condizioni migliori di vita e prospettive di futuro.

Le parole di Papa Francesco risuonano nei nostri cuori come una forte chiamata:

“Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fami, e sono in cammino verso-una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi’, dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: “Coraggio, pazienza!…” – La speranza cristiana è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura. Pertanto in prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. Un gesto concreto in preparazione all’ Anno Santo della Misericordia.

Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma”.

In parecchie comunità stiamo già dando risposte concrete alla grande sfida della migrazione nel continente europeo.

La situazione del Medio Oriente ci tocca ancora di più perché in questi paesi sono presenti le nostre comunità, le comunità dei Salesiani e vari gruppi della Famiglia Salesiana. Le nostre sorelle e fratelli vivono in mezzo alla gente sostenendo la speranza e rischiando coraggiosamente la vita per essere un segno dell’amore di Dio. Sentiamo l’urgenza di pregare con intensità per la pace in queste nazioni e di essere intraprendenti e creative per educare le giovani generazioni alla cultura della pace.

La Chiesa nel Medio Oriente supplica i Governi perché si trovino a livello internazionale le vie per costruire la pace e così eliminare la causa principale del grande fenomeno migratorio che vediamo sotto i nostri occhi. Questa grande fuga dei cristiani che sono perseguitati mette a rischio il futuro delle stesse comunità cristiane in quei Paesi.

Allo stesso tempo non possiamo chiudere il cuore davanti all’indicibile sofferenza di famiglie, bambini, donne che stanno cercando uno spazio di accoglienza e una luce di speranza. L’appello del Papa è per tutte noi una chiamata di Dio che ci giunge attraverso la voce e il cuore del nostro primo Superiore (cf Cost. art. 109). Pensiamo alla prontezza d’amore e di generosità con cui Don Bosco risponderebbe a questo appello.

Le modalità di risposta possono essere differenziate, l’importante è essere disponibili e aperte all’accoglienza di Gesù che oggi ha per noi il volto dei migranti.

Non siamo sole: possiamo collegarci con altri gruppi della Famiglia Salesiana e in particolare con i Confratelli Salesiani, le Exallieve/i, i Salesiani Cooperatori, i laici delle nostre comunità educanti. Si stanno attivando le diocesi, le parrocchie, le Congregazioni religiose, diverse istituzioni e organizzazioni: entriamo anche noi senza paura e senza indugio in questo movimento di carità che ha l’espressione della misericordia.

Vi invito a trovare una modalità di coordinamento per agire in sinergia e mettervi in contatto con persone e autorità competenti. Tutto ci stimola a pone gesti concreti per accogliere una famiglia di migranti o minori non accompagnati, giovani, mamme con bambini.

I poveri non possono aspettare! Gesù ci rassicura: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Possiamo incontrare delle difficoltà ma “a Dio nulla è impossibile”, ha risposto l’Angelo a Maria. Importante è la nostra determinazione generosa nel lasciarci prendere dalla compassione verso coloro che soffrono e hanno bisogno di sperimentare l’amore di Dio che s’incarna oggi nella Chiesa in ognuna di noi e ogni comunità.

Durante il Capitolo generale XXIII abbiamo deciso di rivolgere una particolare attenzione ai migranti in tutto il mondo. Oggi è il momento favorevole!

Vi invito a comunicarci, attraverso la Segreteria generale, le decisioni che prenderete al riguardo.

Maria Ausiliatrice, Don Bosco e Madre Mazzarello ci aiutino a dare presto una concreta risposta ai bisogni di questi nostri fratelli e sorelle.

Sono sicura di trovare in tutte voi non solo la comprensione di fronte a questa emergenza, ma uno slancio evangelico convinto, intraprendente, fiducioso. Il Signore ci chiede di essere oggi il “buon Samaritano” che si china su chi è sulla stato ferito, abbandonato, in attesa di un aiuto per risollevarsi.

Vi ringrazio di cuore anche a nome delle sorelle del Consiglio e ci uniamo a tutte voi in questo momento storico di particolare emergenza umanitaria.

Dio vi benedica, vi sostenga, vi dia la forza e l’audacia creativa dello Spirito per agire con generosa sollecitudine.

Roma, 8 settembre 2015
Suor Yvonne Reungoat
Superiora generale dell’Istituto FMA